Case unibody dei MacBook Pro: produzione a pieno regime già a fine mese

Lo scorso 18 ottobre le autorità cinesi avevano costretto Catcher Technology, uno dei principali partner di Apple per la produzione di case ‘unibody’ per i propri computer MacBook Pro e MacBook Air, a chiudere il suo principale stabilimento di Suzhou, rallentando drasticamente le consegne di scocche in alluminio per i Mac portatili venduti dall’azienda di Cupertino.

Secondo quanto riportato dagli organi di polizia locale, erano partite dagli abitanti di Suzhou numerose denunce a causa di strani odori, probabilmente di natura tossica, che provenivano dalla fabbrica della Catcher Technology. Quest’azienda, che da sola realizza il 60% dei case per MacBook, si è quindi dovuta affrettare a trovare una soluzione che, a quanto pare, è stata trovata.

Attraverso l’agenzia di stampa Reuters apprendiamo infatti che Catcher Technology ha intenzione di riaprire il proprio stabilimento e riportare alla normalità gli accordi con i suoi partner (Apple in testa) già dalla fine del mese. Probabilmente le operazioni di bonifica e messa in sicurezza della fabbrica sono state eseguite in tempi più rapidi del previsto, dato che alcuni prevedevano addirittura mesi di stop prima di poter riprendere la produzione dei case dei MacBook Pro.

Intanto, lo scorso lunedì, Apple ha introdotto un aggiornamento hardware dei propri computer portatili che migliora le prestazioni e riduce i consumi.